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Seasons of the Witch: Yule Oracle – Recensione

Chiara Bruni
Fotografia originale dall’articolo Seasons of the Witch: Yule Oracle – Recensione

La recensione di oggi riguarda il Seasons of the Witch: Yule Oracle.

Mentre scrivo questo articolo fuori c’è un vento freddo e nonostante sia pomeriggio non troppo inoltrato è già buio. Tutto questo mi ricorda quanto Yule sia vicino, e ad oggi manca un mese esatto! E quindi eccoci qui… con la ruota dell’anno che continua a girare e noi che la seguiamo passo passo.

Se avete letto l’articolo sul Seasons of the Witch: Samhain Oracle sapete quanto sono legata a questo progetto che trovo meraviglioso visto il mio percorso spirituale e la mia religione pagana.

L’oracolo di cui oggi parleremo, il Seasons of the Witch: Yule Oracle è il secondo della serie dedicata a quattro Sabba della Ruota Pagana, che in realtà è composta da otto: quattro maggiori e quattro minori… ma questo è un discorso che se volete approfondiremo in un altro momento, cominciamo subito questo nuovo viaggio!

Fotografia originale dall’articolo Seasons of the Witch: Yule Oracle – Recensione

Specifiche tecniche

Riguardo le specifiche tecniche, sono esattamente le stesse dell’Oracolo gemello, essendo della stessa casa editrice la Rockpool Publishing. Se le avete già lette per il precedente potete anche saltare questa parte e passare al prossimo punto, altrimenti seguitemi!

La scatola in cui arriva il Seasons of the Witch: Yule Oracle è rigida, abbastanza robusta e non eccessivamente grande… si mette tranquillamente in borsa! Il cartoncino delle carte è abbastanza spesso (cosa che apprezzo moltissimo) ma la cosa fantastica è la laminatura metallizzata, stavolta di un bel verde brillante, con la quale sono rifiniti i bordi!

Adoro la laminazione abbinata al periodo a cui è legato il mazzo e sono davvero curiosa di scoprire anche quelle future; le dimensioni non eccessivamente grandi, ma nemmeno piccole, le trovo davvero perfette e lo rendono abbastanza maneggevole.

Anche in questo caso: il libretto è profondamente curato, dettagliato e a colori; la stessa cura si può trovare nella quantità di spread a disposizione all’interno: è davvero notevole… non arrivano al numero sbalorditivo del precedente ma di sicuro non delude, anzi! Non è una cosa così comune trovare tutti questi spread in un librino di accompagnamento, ed è una cosa che apprezzo davvero davvero tanto.

Fotografia originale dall’articolo Seasons of the Witch: Yule Oracle – Recensione

L’arte e le mie considerazioni personali

Cominciamo dall’arte di questo bellissimo mazzo. Ovviamente anche qui valgono le mie considerazioni della volta scorsa, trovo l’arte davvero unica: lo stile dell’illustratrice Giada Rose, è davvero particolare, originale e profonda.

Riesce a trasmettere perfettamente le atmosfere della festività, riproducendo l’esatto equilibrio tra il buio e la luce che il solstizio rappresenta; troviamo carte che illuminano attraverso il bianco intenso della neve, delle lucine e delle scene davanti al camino che rievocano in noi ricordi che scaldano il cuore, e poi troviamo carte dove i chiaroscuro sono esasperati in contrasti fortissimi, rendendo la divisione ancora più netta.

Passiamo ora alle mie considerazioni personali… Trovo molto difficile scrivere nella maniera più adatta il mio pensiero in modo da non essere fraintesa, perché c’è un aspetto del mazzo che mi ha lasciata abbastanza interdetta, portandomi non poca confusione e lasciandomi con un grande punto interrogativo a cui non riesco a trovare risposta.

Vorrei partire da un’estratto preso direttamente dal libretto e sul quale vorrei portare la vostra attenzione:

“Il Natale è una tradizione cristiana ma le sue radici affondano in modalità pagane […] Quando lavori con questo mazzo ti imbatterai in carte apparentemente religiose. In qualche modo lo sono. Non si può rimuovere la religione da archetipi come Madre Maria […] il concetto di Madre Maria è probabilmente basato sulla celebrazione pagana di Midwinter conosciuta come Mother’s Night – la celebrazione di una dea che dà alla luce il sole. […] Quando una carta religiosa arriva inevitabilmente alla tua lettura, ricorda che il vero significato di questi concetti risiede nelle loro origine pagane”

Premetto che come pagana sono molto rispettosa di tutte le forme religiose, e mi reputo una persona dalla mentalità aperta che cerca di accogliere sempre senza giudizio. Ma leggendo queste parole mi viene spontaneo chiedermi: quindi è un mazzo di Yule? O un mazzo di Natale? Nel momento che io acquisto questo mazzo, so cosa sto comprando e mi aspetto di trovare i miei punti di riferimento anche all’interno.

Probabilmente le autrici volevano introdurre al mondo pagano persone che non ne fanno parte, mettendomi nei loro panni anche io probabilmente avrei voluto spiegare le origini pagane di una festività così famosa e così sentita in tutto il globo. Però… c’è questo però che mi attanaglia la gola e mi crea uno stato d’animo di turbamento: era davvero necessario inserire in un mazzo di streghe, e quindi di persone che praticano la stregoneria, una carta come quella di Madre Maria?

Partiamo dal presupposto che non tutte le streghe sono pagane e non è detto nemmeno che siano persone credenti. Conosco streghe che sono atee ma credono nell’energia vitale delle piante, dei minerali e di tutti i loro strumenti magici.

Sono la prima ad essere estremamente convinta che Maria sia uno dei tanti archetipi di divinità femminile, rappresentata nella figura di Madre che dà la vita ad un Dio della luce legato al Sole. Tutti i pagani degni di questo nome lo sanno, è palese e davanti ai nostri occhi. Ma allora perché mettere questa carta invece dell’archetipo da cui la figura di Maria ha origine?

Questa è stata la nota stonata del mazzo, e ammetto che quando mi sono trovata davanti a questa carta non riuscivo a credere ai miei occhi per la sorpresa! Non si lega al resto delle carte presenti, si sarebbero potuti trovare altri modi per spiegare l’energia divina femminile legata al solstizio d’inverno. Perché non dimentichiamoci che Yule non è altro che questo: la celebrazione del solstizio d’inverno, della luce che torna a nuova vita.

A parte questo piccolo/grande (dal mio puro e personalissimo punto di vista ovviamente) incidente, the Yule Oracle è un mazzo che quando lo hai tra le mani ti trascina nel profondo inverno… parlando attraverso simboli a noi così familiari e tanto cari: incontriamo una ragazza con in mano un cesto pieno di vischio, animali che ci fanno dono della loro medicina saggia e ancestrale; il paesaggio che ci circonda è ricoperto esclusivamente da fredda e candida neve e a riscaldarci ci sono solo le luci delle candele, un camino decorato a festa e la compagnia delle persone amate.

Dalle immagini che vedo e da alcuni simboli specifici, sono abbastanza convinta che questo oracolo strizzi l’occhio anche ad un altro Sabba ossia: Imbolc (festività che coincide nel nostro Paese con la Candelora). Nella ruota dell’anno è la celebrazione successiva a Yule, ma che non rientra nel progetto delle autrici; apprezzo moltissimo la possibilità di usare questo mazzo per celebrarli entrambi!

Fotografia originale dall’articolo Seasons of the Witch: Yule Oracle – Recensione

Conclusione

A differenza del mazzo precedente, che non lo trovavo proprio adatto a tutti, qui mi sembra quasi il contrario, è accessibilissimo a chiunque. Che non è assolutamente un difetto, anzi, ma penso solo che sia stato fatto attraverso il simbolo sbagliato.

Fantastico per lavori sulla crescita personale, per sperimentare la luce e la gioia che si prova nel prendersi cura di sé e di chi amiamo, anche questo è davvero un gran bel mazzo. Mi farebbe davvero piacere sapere il vostro punto di vista, quindi se vi va scrivetemi qui sotto! Ne sarei davvero felice…

Il prossimo mazzo della serie è legato alla festività di Beltane, e sono davvero curiosa di sapere cosa ci riserverà!

PERIODO DELL 'ANNO

Dicembre/Gennaio/Febbraio

A CHI LO CONSIGLIO

Adatto a tutti

COMPRENSIBILITÀ

Ottima

7.5

Chiara Bruni · Tarot Coach

Restiamo in dialogo.

Leggo i Tarocchi come uno strumento di consapevolezza e di guida. Le immagini aiutano ad ascoltarsi, riconoscere risorse e fare chiarezza sul presente.

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