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Runic Tarot – Recensione

Chiara Bruni
Fotografia originale dall’articolo Runic Tarot – Recensione

Appena ho saputo dell’uscita del Runic Tarot la mia missione è stata averlo assolutamente! Qualche giorno prima, avevo avuto la fortuna di vedere da una mia amica che lo possedeva già, l’altro mazzo di tarocchi realizzato dallo stesso autore Jack Sephiroth: l’Heaven and Earth Tarot e qualcosa mi aveva folgorato e ammaliato all’istante con quell’arte così pregna di simbologie e significati…

Se già mi ero perdutamente innamorata di questo figuriamoci di uno dedicato completamente ad un Pantheon Norreno! Una delle tradizioni più complesse, antiche, e con pochissime fonti storiche a  disposizione, se non i poemi mitologici pervenuti oggi fino a noi (anche se negli ultimi tempi i ricercatori stanno facendo passi da gigante a riguardo).

Ma vediamo di conoscere meglio questo mazzo strepitoso.

Fotografia originale dall’articolo Runic Tarot – Recensione

Specifiche tecniche

La versione che ho io è quella nel cofanetto piccolo, perché allo stand de Lo Scarabeo dove l’ho acquistato in fiera, era disponibile solo quella e onestamente non ci ho pensato nemmeno per un secondo di farmela scappare, anche se onestamente avrei preferito di più quella nel Kit con il libro grande e con le illustrazioni a colori.

Comunque anche questa versione non ha niente da invidiare all’altra per la qualità dei materiali usati. Il cartoncino in cui sono realizzate le carte è bello spesso, risultando così molto robusto, e le dimensioni sono quelle abituali dei mazzi prodotti dalla casa editrice.

Il neo più grande delle edizioni de Lo Scarabeo, a mio avviso è un po’ il libretto: la traduzione in lingua italiana è sempre meno curata di quella inglese, e soprattutto per questo mazzo specifico la trovo davvero una mancanza grave visto che, nella sezione italiana appunto, è completamente assente il nome e la spiegazione delle divinità rappresentate nelle carte.

Una delle cose che ho apprezzato di più di questo mazzo è proprio la scelta stilistica di dedicare ogni singola carta ad una divinità diversa, e non poterne godere nella mia lingua madre mi è dispiaciuto moltissimo.

Fotografia originale dall’articolo Runic Tarot – Recensione

L’arte e le mie considerazioni personali

Ma la vera unicità di questo mazzo sta nell’arte e nella conoscenza profonda della cultura norrena (e non solo aggiungerei) da parte dell’autore, e la padronanza che traspare da ogni singola lama. Unire due strumenti di divinazione diversissimi tra loro, e così potenti come i tarocchi e le rune non è cosa da tutti, richiede una conoscenza approfondita e una pratica spirituale personale davvero molto forte.

Che dire dell’arte: penso che in realtà le immagini parlino da sole! Jack Sephiroth ha la capacità di folgorarmi l’anima appena tocco uno dei suoi capolavori! Mi smuove proprio le viscere è un richiamo antico, potente che mi incanta e mi ammalia senza lasciarmi andare. Mi porta ad una devozione tale da sentire la sacralità di ogni singolo dettaglio rappresentato, toccando le corde più profonde della mia spiritualità pagana.

È un mazzo che ti spalanca le porte del suo magico mondo in cui si deve entrare in punta di piedi… dà proprio la sensazione di essere all’interno del Valhalla al cospetto di Divinità maestose, forti, potenti dalla saggezza antica e incomprensibile per le nostre limitate menti umane, la cui energia si espande da ogni singola carta e ti formicola dentro!

L’arte è talmente potente, evocativa, forte e bellissima da catturarti e agganciarti a tal punto, da essere totalmente dentro la scena, a quello spaccato di vita, che nonostante i protagonisti siano impegnati nelle loro attività è come se sapessero benissimo che tu sei lì. 

Si respira tutta la potenza di una tradizione che esalta l’energia maschile e femminile esprimendola nel loro massimo potenziale e fondendole insieme, trasmettendo così quella maestosità di un popolo guerriero che ha visto uomini e donne forti combattere per la propria sopravvivenza e prosperità. Il Valhalla è il posto riservato ai guerrieri valorosi morti in battaglia, degni di essere al fianco dei loro Dèi, pronti a condividere con loro la propria immortalità e a brindare insieme con corni traboccanti di idromele. E in questo viaggio abbiamo la fortuna di essere lì con loro.

Fotografia originale dall’articolo Runic Tarot – Recensione

Conclusione

Probabilmente sarà una delle poche volte in cui darò 10 pieno ad un mazzo, perché il Runic Tarot è perfetto in tutto.

Nonostante una delle carte sia un chiaro tributo a Lagertha di Vikings, non credo che essere fan sfegatati della serie Tv sia un buon motivo per avvicinarsi a questo mazzo. Richiede almeno un minimo di conoscenza per capirne la profondità, la simbologia e soprattutto l’energia.

Ma questo è un consiglio che darei per qualsiasi mazzo che tratta nel dettaglio Pantheon o tradizioni pagane specifiche proprio come ho fatto per il Seasons of the Witch: Samhain oracle (di cui trovate la recensione qui se ancora non l’avete letta).

Il paganesimo non è una moda, anche se a volte lo potrebbe sembrare da quello che si trova in giro sul web. È una religione vera, reale, riconosciuta (anche se non nel nostro Paese purtroppo) che affonda le sue origini in tempi antichissimi, e proprio come tutte le altre religioni gli è dovuto il rispetto che merita.

Avvicinatevi a lui con stupore, rispetto, curiosità (perché se vi chiama un motivo c’è sicuramente) e siate aperti a riconoscerne la sacralità. Vi si aprirà un mondo sconosciuto da cui non vorrete più fare ritorno….

Fatemi sapere qui sotto cosa ne pensate, se vi ho incuriosito, o se avete altre domande. Sono sempre felice di parlare con voi.

Alla prossima!

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Chiara Bruni · Tarot Coach

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Leggo i Tarocchi come uno strumento di consapevolezza e di guida. Le immagini aiutano ad ascoltarsi, riconoscere risorse e fare chiarezza sul presente.

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